
Musica e Vene con il Mucchio


ANTONIO OLEARI presenta il suo rock-romanzoDESTINAZIONE ISOLA DI WIGHT(Aereostella Edizioni, pp. 192)Conduce l’incontro il giornalista CLAUDIO CUGUSIOspite d’eccezione (in attesa di conferma): CLAUDIO ROCCHIIl libroÈ l'estate del 1970 e Alex, milanese dalla pelle scura, ha solo diciotto anni. Sua madre è una groupie scappata di casa; lui è un fan dei Beatles; suona il flauto nella banda e ha tanta voglia di normalità. Un giorno, il suo amico Orfeo si presenta a casa sua con una due cavalli arancione e una cartina stradale dell'Europa. Destinazione: l'Isola di Wight, un lembo di terra a forma di diamante, incastonato nella costa sud dell'Inghilterra. Inizia, così, un viaggio on the road, tra la Francia e la Gran Bretagna, che è anche un po' una ricerca di se stessi. Alex si ritrova, tra il 26 e il 30 agosto del ’70, insieme ad altri seicentomila ragazzi, ad assistere a una cinque giorni di musica con i più grandi nomi del rock: Who, Doors, Jethro Tull, Miles Davis, Chicago, Joni Mitchell, Jimi Hendrix, Ten Years After, Leonard Cohen, Joan Baez e tanti altri...Il Festival di Wight cambierà per sempre la sua vita. All'insegna del motto “peace & love”, tra amicizia e amore, conoscenza e stupore, Alex comincerà a scrutare le cose e le persone con uno sguardo diverso, scoprendo che è più sano cambiare se stessi che gli altri.Sito dell’editore: http://www.aereostella.it/

Marzo. Parto con un progetto organizzato dall’Università e arriviamo in questa scuola di lingue. Veniamo accolti da un gruppo di italiani che la prima sera, al pub, ci fanno l'interrogatorio, e poi scatta la domanda "sei del "movimento"? "No. E ne voglio stare alla larga." "Bene, sappi che il direttore di questa scuola è del movimento e qui lo siamo tutti". Da quel giorno ho evitato gli italiani come la peste, cosa che avrei comunque fatto. Schifoso. Torno a maggio, per cercar lavoro e incontro di nuovo una ragazza di quel gruppo e mi fa: "Senti, se vuoi lavoro io conosco il direttore di *** (una catena prestigiosa di bar/ristorante/cioccolateria), se vuoi posso metterci una buona parola ma tu devi dire che frequenti il movimento, vedrai che ti prendono" ."No grazie, faccio da sola". Il punto è che io lì avevo già mandato un CV e mi avevano contattato per un colloquio. Ma ero ignara del fatto che fossero ciellini. Bene, dopo l'incontro con quella ragazza mi è arrivata una mail che diceva che non erano più interessati. Coincidenze? Lei, ciellina, lavorava per loro. Tutti gli altri ciellini della scuola lavoravano lì, e il mio inglese è anni luce più avanti del loro. Roba che nemmeno riuscivano a capire le ordinazioni. E quando un ciellino tornava in Italia, lui stesso nominava il suo sostituto. Ovviamente ciellino. E così ho dovuto optare per ***, prendere 7 euro all'ora invece di 11, fare orari impossibili in un ambiente sporco e poco sicuro, coi fili scoperti sotto il bancone e le scale del magazzino piene di rifiuti che non riuscivi a passare quando dovevi portar giù le casse d'acqua o delle bibite, o i cartoni delle sigarette. Ma il punto non è questo, ho amato quel lavoro anche se a volte mi hanno trattata proprio male: l'ho amato e mi ha permesso di passare i mesi più felici della mia vita fino ad oggi, e di imparare cose sulla vita, e su di me, che mai avrei scoperto. La cosa che mi fa incazzare è che per tirarti dentro nel giro, ti tentano come il demonio quando sei vulnerabile e in difficoltà. E io, appena arrivata in Irlanda, senza una casa, coi soldi contati e un pacco di CV e tante speranze, porca miseria, vulnerabile lo ero proprio. Coglioni.
(F.)
Da che si era unito a loro ogni aspetto della sua esistenza aveva riacquisito un senso. Giovane, fragile come un luogo comune, l'adolescente Timo aveva molto patito, fin quasi ad ammalarsene, quella che credeva una condizione solitaria e peculiare: la ricerca di purezza e di elevazione in un mondo che non ne prevede affatto, si direbbe mai. [...] Intanto Timo era divenuto un brillante studente universitario, portava la sua Fede negli studi di Economia, "perché dal modo in cui essa è gestita dipendono gli equilibri del mondo"; se lo ripeteva ogni giorno, camminando il bel chiostro doppio della Cattolica, i suoi verdi giardini curati. [...]"Sai cos'è l'Isola di Wight?", cantavano i Dik Dik negli anni 70. Oggi, a spiegarlo a Twilight è stato un giovane scrittore, autore del libro "Destinazione Isola di Wight". Un viaggio attraverso la Francia e l'Inghilterra per raggiungere l'Isola del Rock!
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