Destinazione Isola di Wight non era ancora uscito che già se ne parlava. Il 26 maggio, alla vigilia della comparsa nelle librerie, eccomi ospite di Radio Città Benevento con Donato Zoppo e il direttore Mario La Monaca.
Destinazione Isola di Wight

E' in uscita il mio primo romanzo: Destinazione Isola di Wight (Aereostella, pag. 192, euro 18)
Estate 1970: una storia di musica e viaggio, una corsa verso l'isola inglese che ospitò il più grande raduno di giovani che l'Europa ricordi.
NELLE LIBRERIE O SUI SITI DI LIBRI ON LINE DAL 27 MAGGIO
Ascolta il "voice trailer":
Info link: www.aereostella.it
La Voce Stratos

E' uscito in tutte le librerie La Voce Stratos, edito da Feltrinelli, il film di Luciano D'Onofrio e Monica Affatato dedicato all'opera e alla figura di Demetrio Stratos. Al DVD è allegato un libro dal titolo Oltre la voce: insieme ai contributi di Enzo Gentile, Alessandro Besselva Averame, Gianni Emilio Simonetti, Diego Cossu, Francesco Avanzini e Janete El Haouli, figura nel libro anche un estratto del mio Demetrio Stratos, gioia e rivoluzione di una voce (Aereostella, 2009). Una bella soddisfazione...
Per info clicca qui.
Ultime

Altri siti e organi di stampa scelgono di dedicare spazio a Demetrio e al libro. Vi segnalo un bell'articolo con intervista per il portale web di Tiscali (clicca qui), una recensione di Saltinaria (clicca qui) e quella del sito "L'isola che non c'era" (clicca qui). Ultima arrivata, la recensione + intervista del sito heavy rock Raw&Wild (clicca qui).
Nuova rubrica radio

Da lunedì 1 marzo su www.linearock.it parte
Chronicles
una nuova rubrica dedicata ai libri di musica, letti, commentati e fatti suonare alla radio.
Tutti i lunedì e giovedì alle 13.30/16.30/21.30
Recensione su Mentelocale

L'album d'esordio del quintetto strumentale di Seattle. In bilico tra jazz e hard rock.
di Antonio Oleari
23 FEBBRAIO 2010
Cartella principale: rock. Sottocartelle: progressive rock, avant rock, jazz rock. Oppure immaginate di prendere un fantomatico vocabolario dei sinonimi musicali, cercate la parola diverso e vedete cosa compare. Dovreste trovare anche Moraine.
I Moraine sono un eccentrico quintetto strumentale con base a Seattle, costa ovest degli Stati Uniti, fetta di mondo che negli ultimi anni sta vivendo un fervore musicale come non se ne vedevano da anni. Musica indipendente, meglio se fuori dagli schemi, contatto diretto con il pubblico, tante occasioni per esprimere la propria dimensione live. Questo (e altro) è quanto caratterizza anche la Moonjune Records, che di casa sta sull’altra costa, a New York, ma che da sempre è capace di esprimere un’internazionalità senza confini (arrivando fino in Italia per lavorare con i nostri Beppe Crovella, D.F.A. e Boris Savoldelli). Leonardo Pavkovic, fondatore della label, ha colpito ancora: chi conosce le sue precedenti produzioni potrà ben comprendere come questi fantastici Moraine non potessero sfuggirgli. Ecco così amalgamarsi Manifest deNsity, album di debutto di un electric string quartet+drums assai lontano dai canoni del nostro rock: chitarra elettrica, basso, violoncello, violino e batteria.
"Heavy chamber music" l’hanno definita, ovvero musica da camera dai suoni tutt’altro che concilianti. C’è da crederci? Più che altro, c’è da lasciarsi stupire, e immaginare cosa avrebbe composto un Frescobaldi e un Corelli alle porte di un ventunesimo secolo elettrico e alienante.
I nomi, a volte, danno qualche suggerimento. Moraine, ovvero morena, da vocabolario un accumulo di materiale roccioso disgregato e trascinato a valle. Provate a tradurre tutto in suono. A scatenare la slavina sono le intuizioni geniali del chitarrista e fondatore Dennis Rea, musicista d’esperienza e collaboratore di grandi nomi (tra cui Klaus Schulze, solo per farne uno). Tutto si costruisce e tutto si disgrega: una miscela di liricità e dinamismo, modern jazz, hard rock ai confini del metal e tradizione world. È il terreno di una sperimentazione tutt’altro che fine a se stessa, scivolosa e continuamente inafferrabile.
A fianco di Rea, nella fase di scrittura, ci sono anche il violoncellista Ruth Davidson (che tra le altre firma la botta iniziale di Save the Yuppie Breeding Grounds), la violinista Alicia Allen (protagonista in Disillusioned Avatar, con echi dei grandi violinisti prog-folk come Darril Way dei Curved Air), e il bassista Kevin Millard (Ephebus Amoebus è un rincorrersi jazzistico davvero ammirevole).
La undicesima e ultima stoccata, Middlebräu, è forse il manifesto dell’intero lavoro, di certo uno degli episodi più godibili. La chitarra di Rea saluta tutti con corde tese e frementi, quasi un’anticipazione del suo prossimo lavoro solista in uscita sempre per la Moonjune: Views from Chicheng Precipice. Qui si andrà in oriente, e le strade si moltiplicheranno.
Intanto i brani di Manifest deNsity non sono lunghi, e questo è un segno di equilibrio. I ritmi stucchevoli sono alternati a riflessioni non banali. Armonie che non ti aspetti, riff di chitarra che mutano puntualmente ogni volta che sei convinto di averli catturati.
Per la pagina originale clicca qui
Carpi (Mo)
Chi abita da quelle parti non può mancare!
Venerdì 12 febbraio, ore 21, Libreria La Fenice, Carpi (Modena)
Doppia presentazione:
- Domenico Coduto presenta "Il libro degli Area" (Auditorium)
- Antonio Oleari presenta "Demetrio Stratos, gioia e rivoluzione di una voce" (Aereostella)
Ospite speciale: Gianni Dall'Aglio.
Si aggiungono contributi audio e video.
Venerdì 12 febbraio, ore 21, Libreria La Fenice, Carpi (Modena)
Doppia presentazione:
- Domenico Coduto presenta "Il libro degli Area" (Auditorium)
- Antonio Oleari presenta "Demetrio Stratos, gioia e rivoluzione di una voce" (Aereostella)
Ospite speciale: Gianni Dall'Aglio.
Si aggiungono contributi audio e video.
Intervista per "Sound&Vision"
Pubblico l'intervista che il sito di informazione musicale "Sound&Vision" ha scelto di dedicarmi. Si va quasi a ruota libera!
Antonio Oleari è uno scrittore giovane e talentuoso, che con la musica lavora da anni.
Lo ritroviamo fresco della pubblicazione di un libro, “Demetrio Stratos, gioia e rivoluzione di una voce” che sabato 23 gennaio verrà illustrato proprio da lui in occasione di una serata con lo show degli Are(a)zione, a Vicenza. Lo abbiamo incontrato per capire di più quest’affinità tra musica e letteratura e del suo pensiero sull’arte.
- Parliamo di Antonio Oleari: giovanissimo scrittore e conoscitore di musica… Come è iniziata e si è evoluta negli anni la tua carriera ed esperienza nel settore?
Una cassetta di Emerson, Lake & Palmer a 14 anni. Un programma radio per convincersi che non ero il solo ad amare la musica degli anni ’70 (Prog Generator, su Radio Cantù dal 2005). I contatti con tanti musicisti della scena italiana di quegli anni, amicizie, numeri di telefono. La voglia di raccontare, un primo libro, Un viaggio lungo 40 anni – senza orario senza bandiera (uscito nel 2008 per Aereostella), dedicato a Genova, De André, i New Trolls, Riccardo Mannerini. Poi, quasi per caso, arriva Demetrio…
- Veniamo a bomba: hai pubblicato il libro “Demetrio Stratos, gioia e rivoluzione di una voce”, nel 2009 per Aereostella. Come è nata l’idea di scrivere un libro sugli Area?
Stavo cercando un argomento per un nuovo libro. Il tempo stava scadendo, dovevo far sapere all’editore l’argomento. Poi, in doccia, l’illuminazione: la storia di Demetrio. Alzo il telefono e prima che io dica qualcosa mi rispondono: “Lascia perdere quello che hai pensato, abbiamo noi il titolo. Devi fare un libro su Demetrio Stratos!”. Coincidenze? Preferisco parlare di destino…
- Il rock di oggi e di ieri visto da Antonio Oleari: come è cambiata la scena in oltre 30 anni, i protagonisti presenti e passati, i personaggi più influenti…
E’ cambiata tanto, troppo. Prima c’era una creatività diversa, innocente e spontanea. Ora la creatività è diventata obbligatoria. Altrimenti non ti fila nessuno…
- C’è un protagonista della scena musicale di oggi che può rievocare il personaggio di Demetrio Stratos? E perché?
Non credo. Nessuno è riuscito dopo di lui ad essere artista a 360 gradi: cantante ineguagliabile, artista contemporaneo, perfomer, sperimentatore, scienziato, antropologo, etno-musicologo, amante della psicologia, delle filosofie orientali… e potrei continuare.
- Tu inoltre fai parte della redazione di ContrAppunti, del Centro Studi per il Progressive Italiano: come è maturata quella scena, ad oggi un po’ meno in primo piano, purtroppo?
Oggi troppi tentano di imitare il passato. Alcuni invece fanno musica splendida e veramente alternativa. Il panorama musicale italiano è vivacissimo, dobbiamo convincerci di questo. Il CSPI di Genova è un gruppo di amici e studiosi del progressive rock che non vogliono far morire una scintilla nata più di 40 anni fa. Mi sono rivolto a loro per un aiuto nelle mie ricerche e non me ne sono più andato.
- Le ricerche vocali di Stratos e la varietà musicale degli Area…
Gianni Emilio Simonetti (filosofo e scrittore) dice: "Il canto è la voce liberata dalla menzogna di sembrare verità". Le ricerche di Demetrio trascendono. Trascendono tutte le certezze che crediamo di avere. E vanno oltre…
- Stratos faceva musica alternativa: a cosa? E oggi si fa ancora? E si può fare politica in musica, con risultati?
Demetrio disse una volta degli Area: "Ci sono cinque musicisti che hanno una rabbia repressa perché hanno suonato per tanti anni quello che volevano i padroni. Questo gruppo è stato il primo che un giorno ha detto di no e ha cercato di dare un taglio con la tradizione, portando avanti questa rabbia e cercando di dare qualità alla propria musica". Gianni Sassi (fondatore della Cramps Records) e gli Area avevano un obiettivo: culturalizzare la politica. Portare una generazione di giovani alla “consapevolezza”. Oggi invece si tenta di politicizzare la cultura. Sbagliato.
- Demetrio Stratos: la persona oltre il personaggio sul palco…
Un uomo solo davanti all’universo. Alla ricerca della verità, in ogni espressione della vita. Un uomo di gran cuore, amico di tutti, e sempre disponibile. Non sono le solite cose che si dicono di chi non c’è più, è il vero. Chiedete a chiunque lo abbia conosciuto, anche solo per un caffè.
- Come si può cercare di risollevare il destino e il presente della situazione dell’arte in Italia, dove chi non è mainstream non è molto conosciuto e dove sovvenzioni ed aiuti da istituzioni ed enti sembrano impossibili?
Non credo di essere la persona giusta per rispondere a questa domanda. Mi affanno in questo ambiente da troppi pochi anni. Alcune cose però mi sento di dirle. Per chi mangia musica: comprare i dischi ed esplorare terreni sconosciuti, senza atrofizzarsi. Per chi la musica la fa: accettare l’idea che il proprio prodotto possa anche fare schifo. Siamo pieni di musicisti che si lamentano contro un sistema corrotto e che non li capisce. L’Italia è il paese degli incompresi. Quando nessuno, o pochi, si chiedono se quello che fanno è davvero bello ed efficace.
Antonio Oleari è uno scrittore giovane e talentuoso, che con la musica lavora da anni.
Lo ritroviamo fresco della pubblicazione di un libro, “Demetrio Stratos, gioia e rivoluzione di una voce” che sabato 23 gennaio verrà illustrato proprio da lui in occasione di una serata con lo show degli Are(a)zione, a Vicenza. Lo abbiamo incontrato per capire di più quest’affinità tra musica e letteratura e del suo pensiero sull’arte.
- Parliamo di Antonio Oleari: giovanissimo scrittore e conoscitore di musica… Come è iniziata e si è evoluta negli anni la tua carriera ed esperienza nel settore?
Una cassetta di Emerson, Lake & Palmer a 14 anni. Un programma radio per convincersi che non ero il solo ad amare la musica degli anni ’70 (Prog Generator, su Radio Cantù dal 2005). I contatti con tanti musicisti della scena italiana di quegli anni, amicizie, numeri di telefono. La voglia di raccontare, un primo libro, Un viaggio lungo 40 anni – senza orario senza bandiera (uscito nel 2008 per Aereostella), dedicato a Genova, De André, i New Trolls, Riccardo Mannerini. Poi, quasi per caso, arriva Demetrio…
- Veniamo a bomba: hai pubblicato il libro “Demetrio Stratos, gioia e rivoluzione di una voce”, nel 2009 per Aereostella. Come è nata l’idea di scrivere un libro sugli Area?
Stavo cercando un argomento per un nuovo libro. Il tempo stava scadendo, dovevo far sapere all’editore l’argomento. Poi, in doccia, l’illuminazione: la storia di Demetrio. Alzo il telefono e prima che io dica qualcosa mi rispondono: “Lascia perdere quello che hai pensato, abbiamo noi il titolo. Devi fare un libro su Demetrio Stratos!”. Coincidenze? Preferisco parlare di destino…
- Il rock di oggi e di ieri visto da Antonio Oleari: come è cambiata la scena in oltre 30 anni, i protagonisti presenti e passati, i personaggi più influenti…
E’ cambiata tanto, troppo. Prima c’era una creatività diversa, innocente e spontanea. Ora la creatività è diventata obbligatoria. Altrimenti non ti fila nessuno…
- C’è un protagonista della scena musicale di oggi che può rievocare il personaggio di Demetrio Stratos? E perché?
Non credo. Nessuno è riuscito dopo di lui ad essere artista a 360 gradi: cantante ineguagliabile, artista contemporaneo, perfomer, sperimentatore, scienziato, antropologo, etno-musicologo, amante della psicologia, delle filosofie orientali… e potrei continuare.
- Tu inoltre fai parte della redazione di ContrAppunti, del Centro Studi per il Progressive Italiano: come è maturata quella scena, ad oggi un po’ meno in primo piano, purtroppo?
Oggi troppi tentano di imitare il passato. Alcuni invece fanno musica splendida e veramente alternativa. Il panorama musicale italiano è vivacissimo, dobbiamo convincerci di questo. Il CSPI di Genova è un gruppo di amici e studiosi del progressive rock che non vogliono far morire una scintilla nata più di 40 anni fa. Mi sono rivolto a loro per un aiuto nelle mie ricerche e non me ne sono più andato.
- Le ricerche vocali di Stratos e la varietà musicale degli Area…
Gianni Emilio Simonetti (filosofo e scrittore) dice: "Il canto è la voce liberata dalla menzogna di sembrare verità". Le ricerche di Demetrio trascendono. Trascendono tutte le certezze che crediamo di avere. E vanno oltre…
- Stratos faceva musica alternativa: a cosa? E oggi si fa ancora? E si può fare politica in musica, con risultati?
Demetrio disse una volta degli Area: "Ci sono cinque musicisti che hanno una rabbia repressa perché hanno suonato per tanti anni quello che volevano i padroni. Questo gruppo è stato il primo che un giorno ha detto di no e ha cercato di dare un taglio con la tradizione, portando avanti questa rabbia e cercando di dare qualità alla propria musica". Gianni Sassi (fondatore della Cramps Records) e gli Area avevano un obiettivo: culturalizzare la politica. Portare una generazione di giovani alla “consapevolezza”. Oggi invece si tenta di politicizzare la cultura. Sbagliato.
- Demetrio Stratos: la persona oltre il personaggio sul palco…
Un uomo solo davanti all’universo. Alla ricerca della verità, in ogni espressione della vita. Un uomo di gran cuore, amico di tutti, e sempre disponibile. Non sono le solite cose che si dicono di chi non c’è più, è il vero. Chiedete a chiunque lo abbia conosciuto, anche solo per un caffè.
- Come si può cercare di risollevare il destino e il presente della situazione dell’arte in Italia, dove chi non è mainstream non è molto conosciuto e dove sovvenzioni ed aiuti da istituzioni ed enti sembrano impossibili?
Non credo di essere la persona giusta per rispondere a questa domanda. Mi affanno in questo ambiente da troppi pochi anni. Alcune cose però mi sento di dirle. Per chi mangia musica: comprare i dischi ed esplorare terreni sconosciuti, senza atrofizzarsi. Per chi la musica la fa: accettare l’idea che il proprio prodotto possa anche fare schifo. Siamo pieni di musicisti che si lamentano contro un sistema corrotto e che non li capisce. L’Italia è il paese degli incompresi. Quando nessuno, o pochi, si chiedono se quello che fanno è davvero bello ed efficace.
Vicenza

Serata tutta speciale quella del 23 gennaio. Al Bar Sartea di Vicenza presentazione di "Demetrio Stratos, gioia e rivoluzione di una voce" + concerto live di Are(a)zione. La musica degli Area e di Demetrio Stratos rivive per una sera. Sarà presente anche UnoTv, la tv degli indipendenti. Pe info ecco il link dell'evento
