Roye Lee

Roye Lee. Da Nashville, Tenesse. Una vita nella musica. In studio di registrazione con Elvis, promoter dei più grandi del rock&roll. Cantante a sua volte, e autore di hit che hanno venduto milioni di copie. Poi la sfortuna che volta le spalle, la vita da clochard per tanti anni in Via Torino, a Milano. Infine il ritorno, senza guardare in faccia l'età. Un cd, e concerti dal vivo tra jazz e canzone d'autore.

La storia di Roye passa dalla puntata n. 9 di Spectrum in onda lunedì 31 ottobre e mercoledì 2 novembre sia alle 12.00 che alle 17.00 (e in replica anche sabato 5 novembre alle 17.00) sulla web radio www.linearock.it

Per Andrea Zanzotto

Mi dicevi di essere vivo
eppure mentre
ti guardavo tu morivi
ritornavi a essere un moto costante d'acqua
a gemmare magnificamente
con l'intelletto di un paesaggio,
di una neve
e il tuo smilzo bisbigliare
una poesia a un cervo.

Permetti al Mondo di perderti,
avvialo all'estrema sinfonia dell'assenza.
Ora che il tocco bianchissimo
ti rivela l'essere che avevi,
finale altissimo...
sii tenace,
trattieni il fiato,
non credere
che non tutti sappiano.

Nessuno sarà mai uguale.
Esulta,
modula la voce,
stornella
l'unicità del Mondo.

(a.o. 18/10/2011)

Ruby Thursday

Tre giovedì per tre diversi incontri tra musica e letteratura. Un incontro con l’autore tra i tavoli del locale più alternativo della Brianza con ascolti selezionati rigorosamente in vinile.

Provviste # 8


Un cantare zingaro, imprevedibile e giocoso, dove lo stile disadorno innerva frasi secche come frustate; una poesia di sostantivi, radicata nelle cose che sfilano sotto gli occhi distratti e inconsapevoli di tutti noi: "E' possibile fare piatti sorprendentemente gustosi con gli ingredienti più semplici. Questa è la mia estetica". E ancora: "Soccorrere il banale è l'ambizione di ogni poeta lirico". O più precisamente: "Cerco un equivalente dell'abisso che precede il linguaggio". (dal saggio di Andrea Molesini)

Charles Simic, "Hotel Insonnia", Adelphi, 2002.

Presentar libri

AMORE, LIBERTA' E CENSURA
Il 1971 di Lucio Battisti

(Aereostella)

di Donato Zoppo

Venerdì 14 ottobre 2011
ore 19.00
Libreria del Mondo Offeso
Corso Giuseppe Garibaldi 50
Milano

Presenta Antonio Oleari
Interviene Donato Zoppo


Venerdì 14 ottobre presso la Libreria del Mondo Offeso a Milano si terrà la presentazione di Amore, libertà e censura. Il 1971 di Lucio Battisti, il nuovo libro di Donato Zoppo edito da Aereostella. Condurrà l'incontro il giornalista e scrittore Antonio Oleari. Amore e non amore, pubblicato da Battisti nel luglio del 1971, fu il suo primo "vero" 33 giri dopo le raccolte Lucio Battisti e Emozioni. Un lavoro rivoluzionario, rivelato da Zoppo nel nuovo libro: un concept-albumcon quattro focose canzoni rock-blues registrate dal vivo in studio, quattro strumentali con l'orchestra diretta dallo stesso Battisti e i lunghissimi titoli di Mogol, la copertina con una misteriosa donna nuda.

A quarant'anni di distanza dalla sua uscita, Donato Zoppo racconta la vicenda di Amore e non amore: il percorso che conduce Lucio Battisti all'anno di grazia 1970, il making of degli otto brani, la scelta concettuale, i conflitti con la Ricordi e il ritardo della pubblicazione, le reazioni di pubblico e critica, il caso della censura. La Commissione d'ascolto della Rai decide di bocciare Dio mio no: il brano scelto come singolo descrive in modo troppo esplicito una donna sessualmente disinibita, l'intero lp non godrà del supporto promozionale ma sarà egualmente un successo.

Grazie alle testimonianze inedite dei protagonisti (Franz Di Cioccio, Franco Mussida, Alberto Radius, Dario Baldan Bembo etc.) il libro affronta le caratteristiche dell'album nel 1971 di Battisti: l'anno della definitiva rottura con la stampa, di rivoluzionarie partecipazioni in tivù, di Pensieri e parole e La canzone del sole ma anche della cult-song Le tre verità, amatissima dai cultori del rock progressivo. Zoppo analizza anche i rapporti tra Amore e non amore e i primi passi del prog italiano, in quel 1971 che ha visto nascere le opere prime di Orme, Osanna, Delirium e tanti altri. In apertura un ricordo di Giorgio 'Fico' Piazza. Foto di copertina di Bruno Marzi, foto interne di Caesar Monti.


DONATO ZOPPO (Salerno, 1975) scrive per le riviste Jam, L’Idea e Totemblueart. È il fondatore di BattistiNews.it, dirige il webmagazine MovimentiProg e conduce il radio-show Rock City Nights (Radio Città BN). Ha all'attivo alcuni libri (PFM, Lingalad, progressive-rock etc.). Si occupa di promozione musicale con l'ufficio stampa Synpress44.

La musica di Spectrum

Da lunedì 3 ottobre su www.linearock.it torna Spectrum, il contenitore di musica rock a 360° condotto, pensato e già pre-digerito dal sottoscritto.


Due puntate alla settimana:
- la puntata A in onda lunedì e mercoledì sia alle 12.00 che alle 17.00, e il sabato alle 17.00
- la puntata B in onda martedì e giovedì negli stessi orari, e la domenica alle 22.00

Approfondimenti, novità, ristampe, anniversari, curiosità, libri, concerti, interviste, ospiti in studio. Dal rock al suo opposto, e ritorno. Ovviamente sulla web radio www.linearock.it

Musica e Vene

"Stamane ho raccontato tutto al sottile filo d’acqua con cui mi lavavo la faccia. Come era solita fare mia madre. Andava al lavatoio e confessava i suoi sogni all’acqua corrente. Solo così, diceva, potevano compiere il loro corso, realizzarsi, avere un ascendente su di noi. Sono partito a raccontare dalla fine, mentre la guardavo scendere nell’attesa che il boiler la trasformasse in tiepida, che calda è ormai un lusso..."

Sul Mucchio Selvaggio di Ottobre trovate il nuovo racconto della rubrica Musica e Vene: Chet.

Italia&Vespa

"Il Cittadino" del 3 settembre 2011.

Parlano, i chilometri

Posto anche qui quanto ho scritto per il sito web "Medinforma" riguardo al mio viaggio. Sono pensieri sparsi, come sempre, quelli che ti saltano fuori quando c'è qualcuno che te li chiede...

La mia grande Italia su una piccola Vespa

Quando dopo 4.000 km ho imboccato la mia via delle Colline tutto mi sembrava identico a come l’avevo lasciato. Evidentemente i chilometri cambiano le persone, più che i paesaggi. Per quelli ci vuole il tempo, che di solito viaggia più lentamente dei chilometri. La casa era vuota, caldissima, si respirava a fatica. Sapevo in quale cassetto avrei trovato il tricolore, l’ho appeso alla porta d’ingresso esattamente alle spalle della Vespa, ho impostato l’autoscatto e mi sono fatto l’ultima foto della vacanza: il giro d’Italia, così, nella mia solitudine anche all’arrivo, era davvero completo. La doccia poi. Tiepida e lunghissima. Mi sembrava lavasse via una scorza di polvere e vento, olio motore, benzina, salsedine, neve (ho trovato anche quella sulle dolomiti) che in tre settimane di viaggio la mia pelle aveva accumulato. Facevo i conti: 15 regioni attraversate, 43 provincie (me le sono segnate tutte prima che spariscano dalla cartina), 200 litri di benzina verde, 2 chili d’olio a due tempi, tre candele, un incidente, un piccolo furto subito, e centinaia di occhi da mettere in fila insieme alle strette di mano, le storie raccontate, le confidenze fatte proprio a te, che sei un viaggiatore, e dunque i segreti ti si possono dire perché tanto non conosci le persone interessate, e poi domani mattina già non ci sarai più, sarai sopra un’altra strada, in un’altra regione, al mare o in collina. Ricordo ancora la prima persona che mi ha rivolto la parola dopo essere partito da casa, il mattino presto di giovedì 4 agosto: il custode di un piccolissimo cimitero in Emilia dove mi ero voluto fermare a salutare un amico che riposa lì. Si era stupito di come la mia Vespa fosse organizzat a e caricata con criterio. Chiese dove stessi andando, e fu lì che iniziai la mia lunga sfilza di bugie: in Toscana, risposi. In Toscana avrei risposto Roma, a Roma avrei detto Campania, in Campania iniziai a dire la verità: Palermo. Non mi andava di scoprire da subito i miei piani, come in una forma di scaramanzia che si dice a mente “iniziamo ad andare fin lì, poi vediamo…”, come se non volessi attirare troppa attenzione dicendo tutta la strada che dovevo fare, oppure semplicemente non volevo farmi dare dell’imprudente ogni volta, e quindi accorciavo il tiro. Le ultime persone, invece, sono stati due amici. Andrea e Giorgio, anche loro in moto, incontrati a qualche centinaia di metri dal cartello Meda. Tornavano dalle Dolomiti, anch’io venivo da lì, lungo un’ultima tappa che mi portava da San Vigilio di Marebbe (Brunico) a Meda, 380 km e quasi dieci ore di sella.

Sulle Dolomiti ero arrivato da Napoli, per un itinerario di ritorno assolutamente non previsto. Dopo i 2.000 km fino a Palermo il mio viaggio avrebbe voluto proseguire in nave fino a Cagliari, per poi risalire la Sardegna lungo la costa ovest raggiungendo Porto Torres e da lì tornare a Genova. Ma i traghetti tra la Sicilia e la Sardegna sembrano rari anche in pieno agosto, e per paura di rimanere troppi giorni giù dalla sella ho scelto di risalire l’Italia dall’altro lato dello stivale. Da Napoli all’Aquila, dall’Aquila a Pesaro, da Pesaro e Vicenza, da Vicenza a Brunico dove mi aspettavano quei due biondi teppisti dei mie nipotini. Un ritorno inaspettato e bellissimo tra la natura del Sannio, del Matese in Molise, degli altipiani d’Abruzzo, le colline umbre, così diverse da quelle marchigiane, la mondanità romagnola, i campi di grano del ferrarese, le verdi colline vicentine, il Piave risalito verso Belluno, e poi lo spettacolo delle Dolomiti, il Passo Falzarego vicino a Cortina su cui arrivo con spiegata al vento la bandiera gialla e rossa della Trincacria a ribadire il concetto che l’Italia, io, me la sono fatta tutta. La gente guarda allibita, inizia a chiedere se può scattarti una foto, chiama gli amici a vedere “da dove arriva questo ragazzo”, domandano tutto, anche se la Vespa è truccata.

No, la mia Vespa non era truccata. Era truccato il mio animo, così lontano da quello che una volta avrebbe accettato una rilassante vacanza sopra spiagge di sabbia fine e locali notturni. Ho dovuto dargli retta, inseguirlo fino alla fine, il mio animo. Era come un’ombra sfuggente, che anche nella più deserta pianura sapeva dove nascondersi. Eppure a momenti, con la coda dell’occhio, quando attraversavo le vie di qualche città, lo vedevo riflesso nelle vetrine dei negozi. Aveva un casco giapponese bianco e rosso, la linea goffa, il sedere grosso, ma le spalle larghe. E non so se era la giacca a vento della moto o l’essere diventato un po’ più grande…

Voglio ringraziare tutti gli amici che hanno (in)seguito nei modi più vari il mio viaggio. Spero di avervi portato un po’ in sella, anche solo per qualche chilometro, ed essere riuscito a farvi assaporare il vento in faccia. La libertà.

Genesis - The definitive collection

Sono da sempre l'ago della bilancia. Se ami i Genesis sei e sarai sempre un certo tipo di fruitore di musica, se li odi ne sarai uno (quasi) all'opposto. Ma c'è persino la terza variante: potrai essere pure, magari senza saperlo, uno che i Genesis sì li ama, ma fino a un certo punto, fino a un disco o a un anno, e poi li odia. Mai nessuno nella storia del rock è riuscito a dividere, e quindi a unire, così tante persone sotto il proprio nome.
Tutto cominciò in una scuola privata del Surrey, dove evidentemente per resistere bisognava evadere, se non con il corpo, almeno con la mente. Creare mondi, ricostruire ciò che gli occhi vedono ma non sanno descrivere, disegnare una musica che sapesse adattarsi a ogni superficie dell'animo e dell'immaginazione. Peter Gabriel fu da subito il sacerdote di un rock messianico, quasi profetico fin dal titolo del loro primo e oscuro album, From Genesis To Revelation.
Manca solo questo nel lunghissimo elenco di titoli che stanno per arrivare in edicola con Tv Sorrisi e Canzoni e Corriere della Sera. Si chiama "Genesis - The Definitive Collection" e si propone di ricostruire l'intera carriera del gruppo. Dai (quasi) esordi di Trespass (disco illuminante per l'anno in cui esce, il 1970), passando per i classici facili da amare come Nursery Cryme, Foxtrot e Selling England by the Pound. Qualcuno avrà la possibilità finalmente di vedere entrare in casa dischi che negli anni hanno mantenuto un prezzo di copertina piuttosto elevato: mi riferisco per esempio al capolavoro in doppio cd, The Lamb Lies Down on Broadway. E poi arrivano i dischi del dopo Gabriel, gli anni '80, addirittura i controversi e rinnegati (da molti) '90. Fino all'ultimo tour, quello dell'inattesa reunion, con il triplo dvd When in Rome che riunisce per intero la musica e le immagini della storica serata del 14 luglio 2007 al Circo Massimo di fronte a 500 mila persone.
Per una volta avere tutto insieme potrà aiutare a schiarirsi le idee. O magari cambiarle radicalmente.

Il piano dell'opera prevede 2 cd per ogni appuntamento: la prima uscita sarà in edicola dal 20 settembre con Trespass e Nursery Cryme, al prezzo di 12,90 euro (prezzo rivista e quotidiano escluso) e il cofanetto in regalo. Con la terza uscita, oltre al doppio The Lamb Lies Down on Broadway, ci sarà un libro inedito in omaggio sulla storia del gruppo.
Chi scrive ha assaggiato in anteprima, e ora vi passa il cucchiaio.