Nelle librerie: "Storia di un minuto"

pag. 128, euro 16,00
Esce oggi 25 ottobre in tutte le librerie e webstore Storia di un minuto, il primo disco di PFM (edizioni Aereostella), un libro scritto da me e dal giornalista musicale padovano Renzo Stefanel, nato da un'idea di Franco Zanetti.
Un'opera dalla storia travagliata, su cui abbiamo lavorato per anni, e che ci ha portato a gestire un materiale di informazioni e interviste enorme. Ora esce una piccola ma densa opera che dice e racconta tutto dei primi anni di vita di quella band che, anche quando ancora non si chiamava Premiata Forneria Marconi, aveva già iniziato a scardinare il rock italiano con la propria musica. 
Oltre, ovviamente, alla viva voce dei protagonisti, abbiamo approfittato delle testimonianze inedite di Mogol, Claudio Fabi, Marco Damiani, Antonio Coni, Mara Maionchi e tanti altri... 

Come nacque la band di rock tricolore più famosa al mondo? E in che modo, con il suo disco d’esordio, riuscì nell’impresa di essere il primo gruppo italiano a piazzarsi in cima alle classifiche di vendita? E ancora: da dove nasce la celebre Impressioni di settembre? Quando prende forma La carrozza di Hans? A quarant’anni di distanza dalla pubblicazione, ecco qui raccontate dalla viva voce dei protagonisti la genesi e la realizzazione dell’album “epocale” del progressive italiano: Storia di un minuto della Premiata Forneria Marconi. Ovvero come cinque musicisti dalla vista lunga hanno saputo sfidare ogni convenzione musicale per proiettare il rock italiano negli “immaginifici” anni Settanta...

Guerre bianche, Meda


Le Guerre bianche arrivano anche a Meda. Sabato 6 ottobre, ore 17.00, presso la Medateca (ovvero la nuova biblioteca della città, inaugurata qualche mese fa) Gianfranco De Franco e io daremo vita a un altro reading sonoro delle poesie contenute nel libro...

Intanto scopro questo articolo apparso sul quotidiano "Libertà" di Piacenza lo scorso 13 settembre. Ve ne propongo, velocissima, la lettura.


Guerre bianche, Milano

Il "12 Maggio Temporary location" di Via Abamonti 2
SPAZIO "12 MAGGIO" SALUTA E OFFRE COME EVENTO DI CHIUSURA UN READING CON MUSICA! SEGUE COCKTAIL

Venerdì 28 settembre, ore 19, Via Abamonti 2, Milano



Antonio Oleari presenta il suo primo volume di liriche (Guerre bianche, pubblicato da Liberodiscrivere) e lo fa con un emozionante reading per pochi, perché la poesia non vuole schiamazzi, ma sussurri e ombre. Non è solo. Al suo fianco, appunto, l’ombra sonora di Gianfranco De Franco, fiatista calabrese armato di flauti, clarini, sax ma anche metallofoni, sistri e varia chincaglieria da filtrare attraverso un microfono ed una caleidoscopica pedaliera foriera di mirabolanti effetti. Ehi, ma questo qui fa suonare pure la carta…

Il temporale in tempo reale

Si addensava nel cielo, la fine del mondo. Mentre io stendevo le ginocchia sul divano della cucina, attaccando un cornetto, l’occhio a una gara di formula uno. Si fondevano grumi di nuvole con la cattiveria di pellegrini stanchi e spossati per il troppo tempo passato a camminare. Era un amalgama di brutture che sceglievano il lembo di terra sopra cui sfogarsi. Penultima domenica di luglio, la fine dei giorni. Quando a metà pomeriggio s’entrava nelle chiese a battezzare, oppure in auto si raggiungevano parenti in provincia.

Di quella forza della natura comparvero i venti, per primi. Soffiate repentine che deviavano le frecce di quelli impegnati al bersaglio, oppure aquiloni dei bimbi sulle sponde dei laghi. Le punte temperate dei salici, degli ulivi, di vecchie querce e giovani cipressi. I gerani sanguinavano petali rossi e maturi, cadevano dai balconi e restavano nell’aria come in una processione di vergini greche. Io leccavo.

Fotografie sulle bacheche dei network sociali. Immagini rubate dalle finestre dei bagni, entusiastiche previsioni, comparivano. Ci ucciderà, quell’occhio grigio e marcio come acqua di fogna. Una cella di temporale. Nessuno osò uscire di casa a salvare il vaso del rosmarino, della salvia e del basilico, amara sorte di tutti quei futuri condimenti per pasta. Attesa.

Un brusio di preghiere s’alzava. Un brusio intellettuale, con poco cuore. Più che preghiere sembravano dichiarazioni dei redditi, bilanci sul dare e avere di anime buone. Dio, come l’ufficio delle imposte, come un finanziere in alta uniforme, tassava le grigliate destinate a rimanere a metà, metteva il veto ai tuffi in piscina, alle gare in bicicletta, ai gelati in piazza. Dio vendicatore d’estate abbassava la corrente, rimandava tutti a casa. L’angelo sterminatore avrebbe salvato solo i pigri, gli alzati tardi dopo una sbronza, i maniaci di sesso. Avrebbe salvato anche me, che ero al riparo, abbassavo le persiane, chiudevo porte per non fare corrente. Leggevo Henry Miller, annegavo al Tropico del cancro con una sigaretta e un goccio d’acqua.

Il temporale no. Di domenica. D’estate. E invece sì. I piani non sono più piani, quando si scombussolavano. Diventavano gole disseminate d’aculei appuntiti e taglienti sopra cui avrebbero gocciolato le speranze d’una settimana buona, al lavoro. Ci si metteva al riparo. Ma niente si riparava, niente s’aggiustava. Tutto si rompeva come un giocattolo nuovo. Un giocattolo, la spensieratezza dei domenicanti. Io osservavo da dietro la tenda, tifavo per le vittime.

Non s’era visto mai, ciò che stava oscurando il cielo. Dalla cima d’una collina le ultime telefonate. "Non tornerò". Uomini facevano i parafulmini con le antenne nascoste dei loro telefoni cellulari. E l’apocalisse soffiava le note di un flauto irlandese.

"No, adesso no". Il pittore malediceva la fine fatta di pioggia. Avrebbe preferito il fuoco, per dire addio alle sue creazioni. Con le gocce che avrebbero sciolto i suoi acquerelli riducendoli a un tutt’uno senza forme e senza disegno. Piangevano i fotografi impegnati nell’unico matrimonio di domenica, i bambini negli oratori, sui campi di calcio.

Gli uccelli fuggivano. Le cornacchie toglievano la corona del volatile più cattivo. La rivincita dei pappagallini in gabbia, nelle dimore delle signore anziane, salve anche loro, messe al sicuro dai dolori alle anche che non le facevano uscire da mesi.

Poi il vento cessò. Il vuoto d’aria prima del boato. Finivo il capitolo, restavo solo. Un enorme gocciolone si staccò dal cielo, colpì il mio gatto. Fummo salvi per un’altra settimana...

Concorso letterario "Musica&Vene"

Promosso dal "Meeting delle Etichette Indipendenti - Supersound" in collaborazione con "Il Mucchio", il premio letterario "Musica&Vene" si pone come obiettivo quello di ispirare nei giovani scrittori quelle vene letterarie e narrative che hanno a che fare con la musica.
I racconti di questa prima edizione dovranno riguardare il seguente tema: "Musiche di frontiera. L'Italia e le sue tante province".
Ed ecco il bando completo:

Regolamento intero:

Art.1 - Possono partecipare al concorso tutti i cittadini che abbiano compiuto il 14esimo anno di età, ovunque residenti.

Art.2 - I partecipanti potranno inviare scritti di loro produzione, inediti, in lingua italiana, caratterizzati dall’attinenza al seguente tema: “Musiche di frontiera. L’Italia e le sue province, le sue storie, i suoi personaggi: orizzonti stretti, chiusi, da cui spesso vogliamo scappare, oppure posti dove vogliamo rimanere, accettando la sfida. L’Italia e le sue tante province, le sue tante musiche.”


Art.3 - Si potrà partecipare con un solo racconto. I limiti redazionali cui attenersi sono: max 5 cartelle (ogni cartella: 2.000 battute circa inclusi gli spazi).

Art.4 - Le opere andranno inviate via mail all’indirizzo segreteria@materialimusicali.it. In un allegato a parte dovranno essere apposte le generalità dell'autore: nome e cognome, indirizzo completo, numero di telefono, età, titolo dell'opera, firma. Inoltre la dichiarazione firmata: "Autorizzo il trattamento dei dati ai fini istituzionali (L. 675/1996)". Nell’oggetto della mail dovrà essere specificato: Concorso Musica & Vene. L’organizzazione non si assume alcuna responsabilità per mancata ricezione del materiale.
La partecipazione al Concorso è gratuita.

Le opere vanno inviate entro e non oltre il 30 agosto 2012.

Art. 5 - Le opere saranno valutate, a giudizio insindacabile ed inappellabile, da una Giuria qualificata formata da operatori del settore musicale e giornalisti.

Art. 6 - La Giuria sceglierà un'opera vincitrice e una rosa di opere segnalate.
Le opere vincitrici e quelle segnalate saranno presentate pubblicamente in occasione di Supersound che si svolgerà a Faenza dal 28 al 30 settembre 2012.
Il racconto vincitore sarà pubblicato sul mensile di musica e cultura rock Il Mucchio Selvaggio. La Giuria si riserva la facoltà, ove lo ritenga opportuno, di non assegnare premi.

Art. 7 - I riconoscimenti dovranno essere ritirati personalmente dai vincitori, che saranno avvisati in tempo utile. In casi eccezionali potranno essere sostituite da persone da loro designate.

Art. 8 - La partecipazione al concorso implica l'accettazione del presente regolamento.

Per ulteriori informazioni: www.meiweb.it - mei@materialimusicali.it



Il Preoccuparto

Il Preoccuparto era una persona ansiosa, piena di complessi.
Aveva un timore atavico della nascita.
Da piccolissimo, non voleva venire al mondo.
Voleva restare nel pancione della mamma che povera, al dodicesimo mese, chiamò il fabbro per scassinare la serratura che lui aveva chiuso dall'interno.
Poi è diventato bambino, ma alla scuola preferiva la cameretta.
I genitori, molto abbienti, pagarono una maestra privata.
Non giocava con nessuno il poveretto, costretto a lasciare tutti i giochi nel cassetto.
Poi vennero i giochi moderni, i tempi moderni, e il Preoccuparto si iscrisse all'Università On-line, pur di restare nel suo giardinetto bello fresco.
Si sposò per corrispondenza, a 38 anni, accontentandosi di una foto della sua futura sposa.
Simpatica, la moglie, si disse una volta che lei arrivò dal Perù per le nozze.
La prima notte lei gli disse di venire, ma lui non voleva proprio lasciare il suo letto; e così per qualche anno, finché il Preoccuparto mise del seme in una boccetta e le propose una famiglia.
Dopo nove mesi di piccole paure, anche quella nascita angosciava il Preoccuparto che, sedotta un'infermiera, abbandonò il corridoio di neonatologia e imboccò con la sua moto la strada per la spiaggia.
Non lo ritrovarono più per molti anni, fino a quando non lo trovò un brutto male che lo fece dimagrire e impallidire.
Ora che il suo destino era segnato, gli altri signori della parrocchia gli dicevano che non si doveva preoccupare perché morire è rinascere a nuova vita.
E il Preoccuparto si spaventò. Nemmeno morire in pace poteva, al pensiero di dover rinascere. Allora si impegnò, guarì, e nessuno, a quel punto, lo biasimò più.

Alla Leo Galleries di Monza

Il Cittadino di Monza, giovedì 7 giugno 2012. Un grazie a Massimiliano Rossin e Sarah Valtolina.

Le mie poesie monzesi


Mercoledì 13 giugno a Monza, ore 18.30 circa, con Giulio Casale e Nicola Magrin. Cronache di incontri illuminanti. Altre info, clicca qui.

"Guerre bianche" al Festival di Poesia di Genova

E all'improvviso uscì il mio primo libro di poesie.



"La resa, questa nuova (e classica?) fiducia nell’abbandono per uscire dal conflitto perenne che noi si chiama vivere, le guerre bianche, nemmeno dichiarate, solo subite, scontate. Magari l’intenzione senza intenzione, magari. [...] Ecco. Un ben denso e quadripartito inizio. Fuor di carriera, e per ora anche di salotti, fossero pure quelli buoni." (dalla prefazione di Giulio Casale)

Guerre bianche (edizioni Liberodiscrivere) farà il suo esordio al Festival Internazionale di Poesia di Genova sabato 9 giugno alle 18.50 presso la Saletta Spazio Autori del cortile maggiore di Palazzo Ducale.

Sono felicissimo che l'accompagnamento musicale sia di Gianfranco De Franco, polistrumentista, musicologo e musicoterapeuta. Ha recentemente pubblicato Cu a capu vasciata, un disco in cui ha raccolto le musiche per gli spettacoli teatrali di Saverio La Ruina.