Aveva il nostro amore un potere terreno;
rimanevano incantati gli uomini
quando camminavamo con passo lento
come trasportati da una barca
festa e canti.
Sciatti
con la lanugine della coperta
ancora sul collo
le nostre voci sembravano
i godimenti dello sciacallo e dell’usignolo
intrecciati nell’aria.
Conoscevamo le risposte
alle domande degli angeli sulle porte
quelli che stanno lì a custodire
il dolore terreno e quello
celeste rigorosamente separati.
(- Sì, rimarremo qui...
- Per quanto durerà...
- Ammiriamo la volpe che corre...
- Scriveremo poesie fino alla profonda vecchiaia
fino al grande dolore fisico...)
Raramente stringi tra le braccia
raramente hai tanta paura
della morte
come quando nelle tue mani
l’amore
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